La tarantella napoletana dell'800 rivive con la danza di Maria Grazia Altieri e la musica di Stefano Serino ad ALMA D'ARTE

La tarantella napoletana dell'800 rivive con la danza di Maria Grazia Altieri e la musica di Stefano Serino ad ALMA D'ARTE

Domenica scorsa, la scuola Alma d’Arte ha ospitato il debutto dello stage di danza di Maria Grazia Altieri e Antonio Esposito sulla tarantella napoletana e dello spettacolo “La metamorfosi della tarantella” di Stefano Serino in formazione con Domenico Panella ed Emanuele Pontoni.

Approfondiamo il progetto...

Maria Grazia Altieri, danzatrice e docente di scienze e matematica da anni coltiva la sua passione per le danzi popolari. Promuove laboratori di tammurriata, tarantelle e di danze popolari del sud Italia. Dopo una lunga ricerca prende forma il suo ultimo progetto, in collaborazione con Antonio Esposito, che apre una finestra sulla tarantella napoletana dell’800.

Infatti lo stage di danza, ci racconta Maria Grazia: “ripropone la tarantella fedelmente ripresa dalle 19 tavole litografiche del 1833 di Gaetano Dura” (Gaetano Dura, Pasquale Chiodi, “Tarantella: ballo napolitano”, Federico Gatti, 1834) che illustrano passo per passo tutte le diverse fasi della danza tradizionale a Napoli.

Dove c’è tarantella c’è anche ritmo, melodia e a curare l’aspetto musicale di questo progetto dal pensiero meridiano c’è Stefano Serino che non solo dà “voce” alla tarantella dell’800 riproposta nelle stesse litografie di Gaetano Dura, ma costruisce un intero spettacolo su di essa.

Stefano Serino è un busker a cui piace raccontare la “napoletanità”. Inizia nel 1993 con il gruppo itinerante di musica popolare “Scetavajasse”. Negli anni approfondisce studi e strumenti attraverso ricerca, viaggi e collaborazioni. Dal 2006 si dedica anima e corpo alla canzone napoletana scegliendo come palcoscenico principale la strada.

Rispondendo alla “chiamata” di Antonio e Maria Grazia, con “La metamorfosi della tarantella”, Stefano, decide di raccontare la tarantella dalle origini ai giorni nostri con l’inedito suo brano “Vite ‘e passaggio”. Uno spettacolo basato sul ritmo e sul coinvolgimento del pubblico. A battere il ritmo ci sono il tamburello e le percussioni di Domenico Panella insieme alle attente intonazioni del sax soprano di Emanuele Pontoni.

Un incrocio di epoche, di parole, di danze e di metriche

Un momento di incontro, di scambio e di felicità

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