Carmine Ioanna e la fisarmonica resiliente

Carmine Ioanna e la fisarmonica resiliente

Carmine Ioanna è Irpino, è fisarmonicista e gira il mondo con la sua musica. È nato in un piccolo paese, di una terra sempre più abbondata, di strade sempre più deserte e di questo non è per niente felice.
Carmine afferma, con il fuoco negli occhi, che delle soluzioni per poter ri-dare vita e speranza a questi piccoli centri ci sono. Non sono solo i grandi eventi che affollano, coinvolgono e vivono il territorio in quei giorni precisi. Si deve puntare tutto sulla qualità e sulla cultura. Si deve essere attraenti e professionali, costanti sognatori.

Carmine Ioanna | Jazz&World music | Cicli di seminari | Alma d’Arte

Carmine Ioanna, in collaborazione con la Cooperativa Immaginaria, la Scuola Civica Alma d’Arte e la Banda del Bukò ha pensato e strutturato un ciclo di seminari da sviluppare in questo anno formativo 2019/2020 a Sant’Angelo a Cupolo, piccolissimo centro di poco più di 2000 anime, vicino la città di Benevento.
Quattro docenti, tutti professionisti nazionali ed internazionali vivranno Alma d’Arte da ottobre ad aprile, vogliosi di seminare tecniche, pratiche, attenzioni e possibilità su tecniche d’improvvisazione jazz e world music, mettendo l’accento sulla coralità e quindi sulla musica d’insieme.
Carmine Ioanna, Roy Paci, Francesco Bearzatti e Raffaele Casarano.

“Puntare l’attenzione sull’importanza di riuscire a parlare e comunicare con tutti. I grandi nomi, possono dare la possibilità di attrarre un gran numero di persone, una volta coinvolte, bisogna saper bene dove volerli portare. Cosa è importante saper dire e come dirlo, cosa può servire per crescere ed in che modo trasportare i nuovi partecipanti nel nostro mondo” queste parole possono essere un motto d’azione, una linea guida per gli anni futuri.

I paesi, tutti, hanno forte, la convivenza di stili di vita e gusti diversi, che per cause di forze maggiori si trovano ad affrontare insieme il tempo della vita. Questo può e deve essere un punto di forza. Incontrarsi con l’altro, conoscere il suo linguaggio e capire in che modo relazionarsi a lui. Capire come e quando si possono creare motivi per incontrarsi. Motivi per crescere culturalmente insieme.

Parlare con Carmine è incoraggiante, in lui si legge la speranza e la necessità di non mollare. Queste terre sempre meno corteggiate e sempre più prese d’assalto per produrre ricchezze alternative, continuano a sfornare talenti, persone con grande capacità sia artistica che umana. La lotta sta nel non farsi buttare giù dalla quotidianità, dalle voci distorte che arrivano dall’apatia sociale.

Sentiamo forte le parole di Carmine, sentiamo forte la voglia di continuare. È vero, dovremmo concentrarci di più sulla cultura della lingua. Essere come sempre meno avari del nostro ego e più aperti alle strategie resilienti.

Approfondimento a cura di Claudio D’Agostino | foto di Valentina Leone
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