Indaco. Pièce di Enzo Mirone e Gina Ferri

Indaco. Pièce di Enzo Mirone e Gina Ferri

sex _(H)umàn” esplora, a partire dal mito dell’androgino, il rapporto possibile tra maschile e femminile attraverso una rilettura della favola di Barbablù in tutte le sue variazioni.

“Maschile e femminile esaspera(va)no le loro differenze per piacersi…”

Erri De Luca

“Indaco” rappresenta il momento finale di un laboratorio, realizzato in collaborazione con “La tenda” di Salerno, da Enzo Mirone e Gina Ferri, basato sull’esplorazione delle capacità/possibilità espressive del corpo agito nello spazio ed in relazione agli altri corpi, sull’utilizzo in sede scenica del corpo come fonte ed origine del desiderio e, allo stesso tempo, come mezzo del conflitto e luogo del ripristino.

La pièce si terrà sabato 29 febbraio, alle ore 19:00 ad Alma d’Arte
via della Repubblica, 16
Frazione Motta
Sant’Angelo a Cupolo (BN)
https://goo.gl/maps/9p8ov3pTxViUiXag9

Nell’ottica di una ricomposizione dell’unità, propria della figura mitologica,Barbablù e la sua giovane sposa diventano le parti indivisibili dell’androgino originario. Due voci che, talvolta dialogano armonizzandosi mirabilmente, altre producendo terribili dissonanze.

Le chiavi consegnate da Barbablù alla sua giovane sposa sono domande. Domande, quindi, che la giovane sposa consegna a sé stessa. Ciascuna chiave apre una porta. Ciascuna domanda rivela una verità. Non è la semplice curiosità o il desiderio di trasgredire a spingerci ad usare quelle chiavi, a porre quelle domande, ma l’affermazione assoluta di una volontà di conoscenza.

Siamo i fabbri delle nostre stesse chiavi.

Siamo artefici delle domande le cui risposte forgiano il nostro destino.

È un lavoro sulla creazione di un corpo unico e consapevole della diversità e della ricchezza della somma di tutte le sue parti pensanti e agenti. Un lavoro sulla condivisione e la rielaborazione in forma scenica del proprio vissuto e della propria personalissima verità.

Sottoscrizione libera e obbligatoria!
Per info e prenotazioni +39 349 836 3589.

L’evento è inserito all’interno del programma Tecniche, pratiche e tentativi di relazioni di comunità.

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